Fondazione Insieme Per La Vista

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Nel nuovo trattamento RNAi della DMS secca sono stati rilevati degli effetti collaterali rilevanti per una certa tipologia di pazienti. Un recente studio, pubblicato sul Giornale di Medicina del New England, evidenzia che probabilmente la forma secca di DMS è associata a un fattore genetico. Lo stesso studio mostra che i pazienti con questa anomalia genetica, sottoposti ai nuovi trattamenti terapeutici RNAi, possono essere a rischio di cecità e a complicanze molto gravi

9 Ottobre: La Giornata Mondiale della Vista 2008 è dedicata agli anziani e al futuro della loro visione. La prevenzione, attraverso visite regolari presso il proprio medico oculista, e lo stop al fumo sono le due uniche risposte possibili al rischio di contrarre malattie oculari gravi, quali la degenerazione maculare senile, tipiche della fascia over 65 della popolazione.

DA OGGI E'ONLINE SU QUESTO SITO LA CARTA ITALIANA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI CON DEGENERAZIONE MACULARE SENILE E GLAUCOMA. PER LEGGERLA VAI NELLA SEZIONE LE CAMPAGNE.

IN OCCASIONE DELLA CAMPAGNA SULLA DMS PER VEDERE FATTI VEDERE ONLUS PRESENTA LA CARTA DEI DIRITTI DEI PAZIENTI CON DEGENERAZIONE MACULARE SENILE E GLAUCOMA. A colmare una grave lacuna nel sistema socio-sanitario italiano interviene la onlus Per Vedere Fatti Vedere che lancia, in occasione della Campagna sulla dms, la Carta dei Diritti dei pazienti con dms e glaucoma.

21-27 SETTEMBRE 2008: CAMPAGNA SULLA DEGENERAZIONE MACULARE SENILE: SEI OVER 60: PER VEDERE… FATTI VEDERE! Per Vedere Fatti Vedere Onlus aderisce alla Campagna mondiale sulla degenerazione maculare senile lanciata dalla AMD Alliance. Dal 21 al 27 settembre prossimi verranno organizzate diverse attività allo scopo di far conoscere la grave patologia che interessa in particolar modo gli over 60 e purtroppo ben poco conosciuta. Non esiste per ora una terapia risolutiva e solo una diagnosi precoce può rallentarne l’evoluzione verso la perdita della vista. In questa occasione verrà anche presentata la Carta dei diritti dei pazienti con degenerazione maculare senile e glaucoma messa a punto dalla onlus per colmare una grave lacuna nel contesto socio- sanitario del nostro Paese.

Le malattie oculari colpiscono molto di più la popolazione femminile di quella maschile. Ogni anno, negli USA, vengono diagnosticate patologie oculari gravi più alle donne che agli uomini. Malattie quali il glaucoma, la cataratta, la dms e la retinopatia diabetica, colpiscono le donne quasi il doppio degli uomini.

Le terapie ormonali potrebbero ridurre nelle donne il rischio di peggioramento della degenerazione maculare senile in fase avanzata, ma sembrano aumentarlo nei casi di dms allo stadio precoce.

Le vitamine sono un’ottima prevenzione nella perdita di visione causata dalla degenerazione maculare senile a patto che vengano assunte in modo corretto. Lo rivela uno studio effettuato al Wilmer Eye Institute, presso la John Hopkins University School of Medicine. Si è scoperto che solo il 40% dei pazienti affetti da dms- esaminati durante la ricerca- assumeva le vitamine nel giusto dosaggio. Negli altri casi le vitamine non venivano prese del tutto oppure erano assunte in dosi troppo elevate. In alcuni casi invece venivano prese inutilmente poichè il tipo di degenerazione di cui erano affetti i pazienti non poteva migliorare in nessun caso.

Il nuovo Centro australiano di ricerca in ambito oculistico (Centre for Eye Research) rivela che il costo del glaucoma più che raddoppierà nei prossimi venti anni. Infatti un report recentemente diffuso dal centro ha evidenziato che in Australia i costi sanitari per la gestione dei pazienti con glaucoma è stato nel 2005 di 1.9 miliardi di dollari e si prevede che raggiungano i 4.3 miliardi di dollari nel 2025, se non subentrano modifiche sostanziali alle attuali terapie.

La caffeina potrebbe aumentare il rischio di glaucoma primario ad angolo aperto nei pazienti con familiarità. In generale l’assunzione di caffeina non sembra sia associata ad un aumento di rischio nel glaucoma primario ad angolo aperto, ma la caffeina potrebbe aumentare il rischio nei pazienti con una familiarità alla patologia. Questo suggerisce uno studio svolto da alcuni ricercatori di Boston. Ulteriori approfondimenti sono a questo punto necessari per giungere a conclusioni più certe.